Cefalo VS Cefalo

Il più comune organo cefalico di un essere vivente effettua calcoli dalla complessità assai ragguardevole all’insaputa del proprietario del cefalo stesso. In pratica, una forma di vita elementare (ad esempio un umano) piuttosto di decidere di propria spontanea volontà di effettuare un semplice calcolo aritmetico (ad esempio: 1127÷ 301 di cui, ovviamente, il risultato è pari a 3,74418604651) sarebbe pronta a compiere qualsiasi atto pur di evitare l’impiego di energie per risolvere tale calcolo, persino avvalendosi di un calcolatore elettronico tascabile. Ma questa stessa forma di vita spesso non è conscia del fatto che il proprio cefalo compie, a totale insaputa del proprietario (del cefalo, si intende), immani calcoli aritmetici, calcolando (appunto) bracci, forze, forze gravitazionali, distanze, pesi, spazi a disposizione, condizioni atmosferiche, bisogni, cause, conseguenze, velocità, rumori indotti, spostamenti, luci, visuali, consistenze, spessori e resistenze soltanto per svolgere il più banale dei gesti compiuti da un essere di tale misera caratura (ad esempio, il gesto di alzare le corna al cielo in un sinistro stradale appena evitato o ad un’esibizione di musica leggera particolarmente furente). Tutto questo avviene l’attimo prima di compiere il gesto inconsciamente calcolato, ma consapevolmente eseguito (ovviamente all’oscuro dei calcoli eseguiti circa tre parole fa) dal proprietario del cefalo elaborante.

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