Interface.

eng – Recent exciting studies of Lin, Lan, Lan (the messengers of MoRkObOt) on the human brain are leading to results unexpected and incredibly exceptional.
The messengers have thus found that:
– There are two dimensions of space time: the size solid (characterized by the presence of tangible objects) and imaginary (characterized by images, often unclassifiable).
– To ensure that these two dimensions interact is necessary, however, that there is interposed a specific interface: the brain. Otherwise both dimensions cease to exist.
And here is what are the relations that bind the two realities:
– The two dimensions can interact, influence each other.
– The two dimensions act on two floors of different materials, they interact with each other but can not touch.
– Starting from one of two dimensions, through the brain, you can observe what is happening in the other and vice versa.
– Starting from one of the two dimensions is also possible to see what will happen in the other in an undefined future, an option not always valid at the time still in numerous studies.
– Starting from one of the two dimensions can be controlled (or at least influence) what will happen in the other in a future undefined.
– In the imaginary everything is possible, the only constraints are due to the limits of elasticity and the IQ of the brain used as an interface. In solid dimension, for obvious and evident limitations of physical and chemical nature, not everything is achievable. For example, in solid dimension there is no possibility of flying change, rise, realize.
– To see the imaginary element initially present in the solid is necessary that this element has already expressed earlier in the solid part. It is not always possible to display an item in the solid dimension appeared earlier in the imaginary part. The case is due to the limits of physical and chemical due to the solid part.
– From this we can deduce that the interface is not always able to operate in both directions. So there is a filter that allows the imaginary part of manifesting in the solid. The width of the bandwidth is directly proportionate to the elasticity and the IQ interface, as explained a few lines above.
– The bi-directional interface is guaranteed only when the items are shown on the imaginary correspondence (though indirectly) in the solid part.
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ita – I recenti ed entusiasmanti studi di Lin, Lan, Lan (i messaggeri di MoRkObOt) sull’encefalo umano stanno portando a risultati incredibilmente inattesi e del tutto eccezionali.
I messaggeri hanno dunque scoperto che:
– Esistono due dimensioni spazio temporali: la dimensione solida (caratterizzata dalla presenza di oggetti tangibili) e la dimensione immaginaria (caratterizzata da immagini, spesso inclassificabili).
– Per far sì che queste due dimensioni interagiscano tra loro è necessario però che vi sia interposta un’apposita interfaccia: l’encefalo. Altrimenti entrambe le dimensioni cessano di esistere.
Ed ecco quali sono le relazioni che legano le due realtà:
– Le due dimensioni possono interagire tra loro, influenzandosi a vicenda.
– Le due dimensioni agiscono su due piani materiali differenti, esse pur interagendo tra loro non possono toccarsi.
– Partendo da una delle due dimensioni, tramite l’encefalo, è possibile osservare ciò che sta accadendo nell’altra e viceversa.
– Partendo da una delle due dimensioni è anche possibile visualizzare ciò che accadrà nell’altra in un futuro non definito, opzione non sempre valida, al momento ancora sotto numerosi studi.
– Partendo da una delle due dimensioni è possibile controllare (o almeno influenzare) ciò che accadrà nell’altra in un futuro non definito.
– Nella dimensione immaginaria tutto è possibile, le uniche ristrettezze sono dovute ai limiti dell’elasticità e del quoziente intellettivo dell’encefalo utilizzato come interfaccia. Nel dimensione solida, per ovvi ed evidenti limiti di natura fisica e chimica, non tutto è realizzabile. Ad esempio nella dimensione solida non vi è possibilità di volare, mutare, risorgere, realizzare.
– Per visualizzare nella dimensione immaginaria un elemento presente inizialmente in quella solida è necessario che tale elemento si sia già manifestato in precedenza nella parte solida. Non è sempre possibile visualizzare un elemento nella dimensione solida apparso in precedenza nella parte immaginaria. La causa è dovuta ai limiti fisici e chimici dovuti alla parte solida.
– Da ciò si può dedurre che l’interfaccia non sempre è in grado di funzionare in modo bidirezionale. Esiste quindi un filtro che permette alla parte immaginaria di manifestarsi in quella solida. La larghezza della banda passante è quindi direttamente proporzionale all’elasticità e al quoziente intellettivo dell’interfaccia, come esposto poche righe più sopra.
– La bidirezionalità dell’interfaccia è garantita soltanto quando gli elementi visualizzati nella parte immaginaria trovano una corrispondenza (anche se in modo indiretto) nella parte solida.

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