La Carneficina.

Lo scorso fine settimana ha visto impegnati Lin, Lan, Len, Lon e Lun (tutti i messaggeri di MoRkObOt) nel consueto rituale autunnale della Carneficina.
Lo scopo primario della Carneficina consiste nel riparare le carni un tempo vive di alcune tipologie di esseri viventi. Queste tipologie possono variare a seconda della latitudine e della longitudine ove viene effettuato il rituale. Quello attuato dai messaggeri, avvenuto nell’esatto centro di una grande palude dell’Europa Meridionale, ha visto consumarsi esseri viventi di dimensioni variabili, con un numero di zampe compreso tra due e quattro, perlopiù mammiferi, generalmente privi di ali e becco.
Bisogna infatti sapere che, quando gli esseri viventi interrompono il proprio ciclo di vita prematuramente (spesso a causa della sopraffazione da parte di altri esseri), le loro carni cessano di funzionare. Se non riparate, esse rischiano così di causare sgradevoli inconvenienti, come ad esempio la perdita della loro consistenza, del loro sapore e, nel giro di pochi giorni, si tramutano in larve andando ad alimentare il ciclo di rigenerazione che tiene in vita gli organismi (animali o vegetali) che popolano la crosta terrestre del pianeta. Tramite la Carneficina, invece, è possibile riparare le carni in putrefazione, donando loro nuovi sapori e una nuovo utilizzo, decisamente gustoso al palato, ma perdendo l’intramontabile fascino della putrefazione assistita atta a rigenerare la vita.
La riparazione avviene mediante l’utilizzo di sofisticate apparecchiature biomeccaniche. Queste apparecchiature, una volta raggiunta l’ottimale temperatura di funzionamento, riescono ad ottenere il massimo del risultato, elevando le componenti delle carni ad un livello superiore. E’ stato constatato che spesso la Carneficina provoca però controindicazioni all’apparato digerente in un lasso di tempo compreso tra le dodici e le sedici ore dopo lo svolgimento del rituale. Tuttora l’unica soluzione atta a porre rimedio a tali circostanze consiste nell’attuare l’ozio più completo nelle ventiquattro ore successive alle prime manifestazioni delle controindicazioni di cui sopra.

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